Sì, I can. L'inglese per gli italiani a Toronto

at 469, Bloor Street West, Toronto, M5S1X9 Canada

Perché parlare 'con le mani' alla lunga stanca (B. Severgnini). "Sì, I can", un centro di servizi linguistici dedicato agli italiani arrivati a Toronto!


Sì, I can. L'inglese per gli italiani a Toronto
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Sei appena arrivato a Toronto e non consoci l'inglese ma hai bisogno di lavorare e vuoi impararlo efficacemente e velocemente? Hai difficoltà a tradurre il tuo curriculum o a scrivere una lettera di presentazione? Hai bisogno di un interprete per mediare con il tuo padrone di casa o per firmare un contratto d'affitto? Rivolgiti a "Sì, I can!", un centro di servizi linguistici dedicato agli italiani arrivati a Toronto! Un'équipe di esperti bilingue è a tua disposizione per: - lezioni di inglese individuali e di gruppo; - servizi di traduzione - servizi di interpretariato L'inglese? "Sì, I can!" I nostri servizi IMPARARE L'INGLESE * Affidati a chi conosce l'italiano e l'inglese e può guidarti nell'apprendimento della lingua a partire dalle tue necessità e dai tuoi dubbi. Esperti con esperienza pluriennale nell'insegnamento dell'inglese, anche a livello accademico, struttureranno lezioni su misura per te. I materiali didattici verranno forniti gratuitamente su supporto digitale. * Lezioni individuali mirate; lezioni di gruppo (max 3 persone). * Le lezioni si svolgono in zona Annex, con possibilità di lezioni a domicilio o in aree concordate della città. SERVIZI DI TRADUZIONE: * Hai bisogno di lavorare ma hai un curriculum in italiano e non conosci gli standard e il template dei resumé canadesi? * Non hai un curriculum e hai bisogno di una consulenza linguistica perché i nostri esperti ne scrivano uno per te mettendo in risalto le tue esperienze? * Non sai come scrivere una cover letter? Rivolgiti alla nostra equipe di traduttrici e traduttori per rendere il tuo curriculum competitivo sul mercato del lavoro a Toronto! SERVIZI DI INTERPRETARIATO * Hai trovato casa e il tuo landlord ti chiede di firmare un "lease" ma tu non ne capisci il contenuto e hai bisogno di assistenza legale? * Hai bisogno di assistenza sanitaria ma non riesci a farti capire? * Hai subito un danno o un torto e hai bisogno di assistenza legale? I nostri interpreti sono a tua disposizione per assisterti attraverso un efficace e affidabile servizio di mediazione linguistica in tutta la città! Contattaci per un preventivo: - 6476803006 - impararelingleseatoronto@yahoo.ca

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Corsi di lingua inglese per gli italiani a Toronto: imparare in modo semplice ed efficace. Sì, si può.

Published on 2013-08-12 19:19:49 GMT

Per scrivere correttamente ed efficacemente in inglese: Periodi brevi! Il periodo complesso, in inglese, non funziona. Certe costruzioni acrobatiche che noi italiani amiamo tanto sono impossibili da usare. Se scrivete in inglese, e soprattutto se scrivete per il web, evitate le subordinate, le relative e le consecutive. Abituatevi a considerare il periodo come unità di misura, e guardate ogni secondaria come un lusso da permettervi una, massimo due volte a paragrafo. Se il vostro periodo supera un rigo e mezzo rileggetelo, se supera due righe spezzatelo. È molto più semplice di quel che sembra, e alla fine diventa un trucco utile per ovviare agli errori inevitabili cui si va incontro quando ci si impelaga in costruzioni troppo complesse in una lingua che non è la nostra. (Chiara Di Loreto)

Published on 2013-06-07 13:28:35 GMT

“Or you eat the soup or you jump off the window!” ------------ APC ovvero Alcuni Piccoli Consigli (noti ai più, ma just in case…) di Chiara Di Loreto 1. L’inglese va pazzo per gli acronimi, tanto da usarli addirittura con i nomi propri (e chi si scorda JR Ewing?). In rete, il più noto è FAQ, ma ce ne sono parecchi altri e non credo che ci sia bisogno di spiegare che significa AOL o URL. Ma anche qui vale il consiglio di non farsi prendere la mano. Il fine ultimo è sempre quello di farci capire dal famoso studente di Kuala Lumpur… (per me il re degli acronimi rimane sempre KISS, ovvero Keep It Simple Stupid …) 2. La forma passiva, in inglese, non funziona. O forse funziona nelle mani di Virginia Woolf, ma non nelle nostre. Lasciate perdere. Il problema sorge quando dobbiamo tradurre da un testo italiano. La nostra lingua ama molto le forme impersonali, che fanno spesso coppia con le forme passive. Se vi trovate in questa situazione il mio consiglio è di trasformare completamente la frase, rendendola attiva e, ove possibile, dandole un soggetto. Lo so che per alcuni può essere un atto criminale, ma è molto meglio che avventurarsi nel passivo o, peggio ancora, rispolverare l’impersonale “one” (one should always check one’s belongings…) che è brutto, complicatissimo e oramai usato solo in certi atti legali. 3. I generi, soprattutto in America e in Inghilterra, sono una questione delicatissima. Noi non ci facciamo tanto caso, anche perché la struttura dei nostri verbi ci evita in molti casi l’uso dei pronomi. Ma per carità non date per scontato che il pronome maschile possa essere universalmente utilizzato quando scrivete in inglese. C’è stato un periodo in cui tutti usavano entrambe le versioni she/he. Ma era stancante e affossava il testo. Alcuni adoperano solo il femminile, ma se non ci siete abituati fa uno strano effetto. Non esistono ancora regole per rimanere nel politically correct senza confondere il lettore o rischiare di offendere qualcuno. Il che significa: cercate di evitare l’uso del pronome (siete degli scrittori, o no?), ma poi lasciate perdere e usate quello che vi è più comodo. Evitiamo al povero studente di Kuala Lumpur lo stress di una crisi d’identità… 4. Attenzione: la regola sui modi di dire vale anche per l’italiano: non pretendete di tradurli letteralmente in inglese! Sembra un consiglio ovvio ma io l’ho sentito fare nell’azienda in cui lavoravo e vi assicuro che c’è da mettersi le mani nei capelli. Roba tipo he is a piece of bread o to the blind (alla cieca). La più memorabile del genere rimane sempre quella dell’ingegnere (giuro è una storia vera!) che, stremato dall’insistenza del cliente inglese, sbottò: “Or you eat the soup or you jump off the window!” 5. Gratis è, ahimè, una parola latina. Se la usate in inglese, lascerete il vostro lettore attonito. O forse non più, perché sono talmente tanti gli italiani che la usano liberamente, convinti che sia inglese solo perché termina con una consonante… 6. Se scrivete nel nostro paese - siete italiani -, naturalmente usate la lingua italiana. Ma se scrivete in inglese, remember you write in English! And you eat Chinese springrolls and listen to French music. Gli aggettivi derivanti dai nomi dei paesi vogliono sempre l’iniziale maiuscola. Grazie a dio c’è il correttore automatico, ma se usate un software con versione italiana... 7. … non vi fidate ciecamente dello spelling check. In inglese ci sono parole molto simili tra loro, ma pericolosamente diverse nel significato. Il computer controlla che le abbiate scritte correttamente, non che abbiano una coerenza con il testo. E cosi è successo al mio collega, che nel bilancio di fine anno, quello da mandare a tutti i partner sparsi nel mondo, invece di scrivere Balance Sheet... 8. Tutti questi consigli si rivolgono a coloro che hanno una sufficiente conoscenza della lingua da scrivere in inglese. Se per voi chiedere un Big Mac in un McDonald londinese rappresenta un’impresa titanica, lasciate perdere. Improvvisare significa, in questo caso, fallire miseramente. O, nella migliore delle ipotesi, far sbellicare i pochi umoristi disposti ad andare fino in fondo al vostro testo. 9. Lo screen saver del mio computer è uno scrolling text con una celebre frase di Kathrine Hepburn. Il suo consiglio rimane secondo me l’unico da tenere sempre a mente: “If you follow all the rules, you miss all the fun!”.

Published on 2013-06-01 23:53:32 GMT

Trentuno buone ragioni per studiare l'inglese (secondo Beppe Severgnigni, pubblicato sul Corriere della Sera) Un motivo al giorno per un mese! 1 Perché siete stanchi di dire "Non parlo l'inglese, ma lo capisco...". 2 Perché parlare con le mani, alla lunga, stanca. 3 Perché capirete come riempire quel modulo su internet (un terzo della Rete funziona in inglese). 4 Perché così, quando vi insultano all'estero, evitate di ringraziare. 5. Perché, qualsiasi cosa facciate nella vita, moltiplicate le occasioni. 6 Perché in America saprete leggere i cartelli stradali (one way non è una canzone di Frank Sinatra: vuol dire "senso unico"). 7 Perché a Londra andrete in giro senza interprete, e sotto la casa di Valentino potrete chiedere: "Good evening. Is Dr Rossi around, please? He's having a bit of trouble and maybe he'd like to go for a pint". 8 Perché così potete leggere il labiale di Wayne Rooney, e farvi due risate. 9 Perché comprando "Time" o "Sports Illustrated", finalmente, non dovrete limitarvi a guardare le figure. 10 Perché nelle stanze d'albergo del mondo, a differenza di alcuni giornalisti italiani, potrete capire le notizie della CNN. 11 Perché capirete che Charlize Theron non è solo una splendida figliola, ma ha anche una bella voce (sì, i sudafricani parlano inglese). 12 Perché potrete conoscere qualche milione di nuovi ragazzi e ragazze. 13 Perché il cinese è più diffuso dell'inglese, ma i cinesi stanno quasi tutti là. 14 Perché quando sentirete "Vorrei shiftare la vostra attenzione sul break-even del nostro business, un must che stressa la necessità di downsizing", almeno lo sapete: vi stanno licenziando. 15. Perché un po' già lo parlate. No comment, in fondo, è una frase completa. 16 Perché capirete che autogrill, autostop, box, camping e parking - in inglese - non esistono. Si dice service station, hitch-hiking, lock-up garage, campsite e car park. 17 Perché sarete liberi di ridere della pubblicità italiana (Run like you've never run before! Life is now! A product of free will! The fragrance for men! Daily Chic! Surfers Only!, eccetera) 18 Perché saprete finalmente cos'è la mission del competitor: quell'impiastro del vostro concorrente vuol fregarvi. 19 Perché quando i nostri politici parlano di tax day, family day, devolution e welfare li ascolterete con la dovuta diffidenza. 20 Perché comunque è impossibile far peggio di quel ministro italiano che, a New York, ha chiesto "gamberetts and fagiols". 21 Perché così state alla larga dai consiglieri fraudolenti: quelli che sanno tutto dei nuovi metodi, delle scuole in Italia, dei corsi intensivi in Gran Bretagna. E poi all'estero chiedono solo spaghetti, perché non sanno ordinare nient'altro. 22 Perché la pronuncia non è un problema. Se la sbagliate, tenete allegri gli amici. Se sputacchiate dicendo the, this e that fate la doccia al gatto. 23 Perché potrete parlare al telefono col mondo invece di dire al collega "Mario, chiama un po' tu....". 24 Perché direte a quelli che pronunciano Tai-tanic (Titanic) e Livais (Levis) di non fare i bulli. 25 Perché, se vi venisse voglia di dire in four and four eight! per "in quattro e quattr'otto!", potrete farlo. Inventare è lecito (basta sapere di farlo). 26 Perché capirete le canzoni inglesi e americane, e vi renderete conto che spesso sono più cretine delle nostre. 27 Perché se George Bush dovesse invitarvi a cena, potrete commentare la cucina della Casa Bianca (Good heaven! How can you eat this junk, old boy? Now I see why you're so nervous all the time and you ended up messing around in the Middle East...). 28 Perché tanto Bush non vi invita a cena; ma quella frase potete usarla anche nella pausa-pranzo, per fare un po' di scena. 29 Perché un brasiliano, per chiedere a un tedesco in Italia di presentargli un collega francese per discutere dello svedese Ibrahimovic, parlerà inglese. 30 Perché, quando diventerete bravi, capirete che tipsy, plastered, pissed, bombed, toasted, hammered e crunk vogliono dire la stessa cosa: ubriaco. Quale termine usare? Dipende da quanti anni avete (e da quanto avete bevuto). 31 Perché è trendy, baby.

Published on 2013-05-29 02:52:18 GMT

Quei falsi amici! camera—room (NOT a device for taking photographs) candido—clean, spotless, innocent (NOT candid) confetti—sugar-coated almonds presented at weddings (NOT small pieces or streamers of colored paper that are scattered around) crudo—uncooked (NOT crude) fastidio—annoyance, boredom (NOT fastidious) genitori—parents (NOT genitals) libreria—bookstore (NOT library) magazzino—store, warehouse (NOT magazine) parente—relative (NOT parent)

Published on 2013-05-28 02:21:05 GMT

Quei falsi amici! camera—room (NOT a device for taking photographs) candido—clean, spotless, innocent (NOT candid) confetti—sugar-coated almonds presented at weddings (NOT small pieces or streamers of colored paper that are scattered around) crudo—uncooked (NOT crude) fastidio—annoyance, boredom (NOT fastidious) genitori—parents (NOT genitals) libreria—bookstore (NOT library) magazzino—store, warehouse (NOT magazine) parente—relative (NOT parent)

Published on 2013-05-28 02:20:47 GMT

Sei appena arrivato a Toronto e non consoci l'inglese ma hai bisogno di lavorare il prima possibile? Rivolgiti a chi conosce l'italiano e l'inglese e può guidarti nell'apprendimento della lingua a partire dalle tue necessità e dai tuoi dubbi!